Il settore digitale rappresenta un campo per il quale l’Unione europea sta sviluppando importanti programmi e strategie. Come stabilito dal cosiddetto “decennio digitale” ad esempio entro il 2030 si dovranno raggiungere importanti obiettivi sempre inerenti alla digitalizzazione, ma non solo.

Strettamente collegato a questo concetto è anche la strategia della bussola principale, nonché l’importantissimo programma Digital Europe, che riguarda sempre il settore delle tecnologie. Oggi “digitalizzare” è uno degli obiettivi principali di questi programmi, perché si ritiene che gli strumenti digitali possano apportare significativi miglioramenti alla società.

Oltre a questo non si deve dimenticare che anche altri programmi Ue, anche se non sono stati adottati con il fine primario di sviluppare il campo digitale, tuttavia si servono delle strumentazioni digitali per riuscire a raggiungere poi altri obiettivi, come per esempio un miglioramento nell’ambito sanitario o in quello finanziario, o in altri.

Ue e il digitale: tutti i principali programmi principali che sono stati stabiliti in merito

 

Nel momento in cui si affronta il discorso relativo al rapporto tra l’Unione europea e la tematica del digitale, è doveroso indicare anche quali sono i principali programmi stabiliti in merito. In primis non si può non nominare Europa Digitale, che infatti è proprio un piano strategico già attivo dal 2021 e che durerà fino al 2027, che detiene diversi fini, tutti riguardanti il campo delle tecnologie e quello della digitalizzazione.

Oltre a questo però è bene anche chiarire il significato relativo alla dicitura di “Decennio digitale” e di “Bussola digitale”, ancora prima di indicare alcuni dettagli su Digital Europe, espressione inglese che si usa per fare riferimento a Europa Digitale.

Con le parole “Decennio digitale” si fa riferimento sia al periodo di tempo che va dal 2020 al 2030, sia a un programma preciso. In tale arco di tempo infatti l’Unione europea mira a far sì che si attivi una certa digitalizzazione, quindi mira a far sì che avvenga una certa trasformazione digitale. Il programma del decennio in questione di solito viene indicato con l’espressione “percorso per il decennio digitale” e si pone come scopo principale quello di far cooperare i vari Stati membri tra di loro proprio per arrivare a ottenere importanti risultati nel loro fine comune, ovvero quello relativo alla digitalizzazione.

Tale forma di cooperazione tra le varie nazioni Ue comprende anche l’uso di strumenti di monitoraggio, che serviranno per controllare i risultati ottenuti e per far sì che questi siano conformi a quelli finali, da raggiungere entro il 2030.

Oltre a questo, ogni anno i vari Stati dovranno redigere una relazione proprio per indicare il livello raggiunto e poi la Commissione avrà il compito di verificare e valutare i risultati. In base alle sue valutazioni, potrà poi richiedere che vengano svolte determinate azioni per migliorare. Si somma a tutto ciò anche il fatto che saranno definite strategie che dureranno diversi anni e che comprenderanno tutte le varie misure da adottare per raggiungere gli obiettivi entro il 2030.

Si aggiunge a questo anche la bussola digitale, ovvero una strategia definita negli ultimi anni e praticamente a stretto contatto con il decennio digitale, anche perché infatti rappresenta un piano strategico utile proprio per arrivare a ottenere i vari scopi stabiliti entro il 2030 e ovviamente sempre riguardanti la digitalizzazione.

La stessa bussola si compone di quattro pilastri principali, che riguardano le competenze, le infrastrutture, la trasformazione digitale delle imprese, la digitalizzazione dei servizi pubblici.

Per quanto riguarda le prime, si cerca di sviluppare proprio le skills dei professionisti, formando un numero molto più ampio di esperti, ma non solo. Oltre infatti a puntare sulla specializzazione della preparazione di chi lavora nell’ambito digitale a livello professionale, in realtà si punta anche sul fatto di cercare di far sì che almeno l’80% della popolazione dell’Unione europea riesca a ottenere le competenze digitali di base. Circa invece le infrastrutture, queste dovranno diventare “digitali”, cioè si dovrà cercare di stabilire una certa connettività al loro interno, o meglio, la possibilità quindi di connettersi con reti sicure e con il 5G. Tra l’altro i nodi digitali rappresentano una forma di comunicazione sostenibile, perché infatti tutto ciò che sarà installato sarà sempre attuato rispettando il concetto di sostenibilità.

Con l’espressione “trasformazione digitale delle imprese” invece si fa riferimento al fatto di voler rendere queste ultime sempre più sviluppate dal punto di vista digitale e in più si cercherà anche di far sì che le piccole e medie imprese abbiano le skills digitali di base, o meglio, si cercherà di far sì che almeno il 90% di loro le abbia. Importante poi anche il fatto che vi sarà, come accennato, la digitalizzazione dei servizi pubblici, ovvero il fatto che questi ultimi dovranno essere svolti direttamente online, al fine di agevolare anche gli stessi cittadini.

Se questi sono i principali programmi e obiettivi che l’Unione europea utilizza per sviluppare il settore digitale, come accennato vi è anche un programma specifico, ovvero Digital Europe, che è bene approfondire. Oltre a questo è bene anche specificare subito che sebbene questi siano i principali piani strategici, in ogni caso vi sono anche altri programmi che magari riguardano altri ambiti, come per esempio il Mercato unico europeo, che mira appunto a garantire la libera circolazione nel territorio europeo non solo di merci, ma anche di persone, che comunque si serve di strumenti digitali innovativi e mira a sfruttare la digitalizzazione per raggiungere lo scopo finale, che è quello del mercato unico.

Di conseguenza si può affermare che comunque diversi programmi Ue sottolineano l’importanza dello sviluppo del settore digitale.

Europa Digitale

Europa Digitale è un programma specifico per lo sviluppo del digitale nel territorio dell’Unione europea, come accennato, ed è stato attivato già nel 2021. Entro il 2027 lo stesso piano strategico dovrà apportare significativi miglioramenti che riguarderanno sia l’ambito del supercalcolo, ma anche quello dell’intelligenza artificiale e della sicurezza informatica, nonché il fatto di voler sviluppare competenze specifiche e sempre più avanzate nei professionisti. In più non si deve dimenticare che lo scopo primario sarà quello di digitalizzare il più possibile qualsiasi ambito della società, proprio per garantire ai cittadini di ampliare le conoscenze digitali.

In questo modo proprio la loro maggiore conoscenza dell’ambito in questione potrà apportare significativi miglioramenti all’intera società.

Nello specifico, il programma in questione mira quindi a garantire non solo la formazione di professionisti, ma anche a formare dal punto di vista delle competenze digitali gli stessi cittadini, almeno nelle conoscenze di base. In più un altro importante obiettivo, come si è visto, è quello della sicurezza, intesa non solo in termini di rispetto della privacy, ma anche di condivisione dei dati, nonché di riduzione di rischi di qualsiasi tipo, come diffusione di contenuti non legali o qualsiasi altro problema.

In più Europa Digitale mira anche a sviluppare il settore imprenditoriale e a far sì che le imprese sfruttino il più possibile gli strumenti digitali per agevolare il loro lavoro, riducendo le tempistiche e migliorando l’efficienza. Questo aspetto è importante perché lavorando meglio, le imprese potranno apportare a loro volta un miglioramento significativo alla società e di conseguenza all’intero territorio Ue.

Si può quindi affermare che il programma in questione abbia come obiettivo principale il fatto di digitalizzare diversi ambiti della società, così come mira a compiere anche la bussola digitale, affinché entro il 2030 si raggiungano gli scopi indicati dal cosiddetto “decennio digitale”.

 

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