Nel momento in cui si affronta il discorso relativo alla riduzione dell’energia da parte dell’Ue, in realtà si deve specificare che si fa riferimento al fatto che l’Unione europea avrebbe adottato proprio ad agosto 2022 un regolamento eccezionale e avrebbe spinto i vari Stati membri ad aderire a una riduzione volontaria della domanda di gas naturale pari al 15% in meno rispetto al consumo medio avvenuto nell’arco degli ultimi cinque anni. In merito però è bene specificare diversi elementi, anche perché infatti sono diverse le caratteristiche che compongono il regolamento in questione. È presente infatti anche la possibilità di avviare una sorta di “stato di allarme”, qualora la riduzione della domanda di gas naturale dovesse passare da volontaria a obbligatoria.

Ue per la riduzione dell’energia: tutti i vari dettagli in merito

L’Ue per la riduzione dell’energia ha stabilito negli ultimi mesi importanti decisioni, dato che infatti il Consiglio avrebbe adottato un regolamento riguardante la possibilità di ridurre in maniera volontaria la domanda di gas naturale del 15% per la stagione invernale. Tutto ciò è stato proposto al fine di accrescere il livello di sicurezza che concerne il rifornimento energetico dell’Unione europea.

Il regolamento in questione a quanto pare consente di garantire la facoltà del Consiglio di lanciare una sorta di “allarme” nel caso si verificasse la trasformazione della riduzione da volontaria a obbligatoria. La decisione invece è ancora volontaria, dato che infatti si mira a garantire quante più scorte possibili per la stagione invernale e quindi per essere pronti qualora la situazione tra Russia e Ucraina dovesse peggiorare ancora di più, ma soprattutto qualora i rapporti tra Russia e Ue dovessero diventare peggiori.

Il problema riguardante il discorso dell’energia infatti è sorto proprio con l’inizio della guerra tra Russia e Ucraina. Gli Stati dell’Unione europea hanno già stabilito di ridurre in maniera volontaria la possibilità di ottenere gas naturale e tale riduzione è attiva dal 1º agosto 2022 al 31 marzo 2023, per la percentuale del 15% in meno rispetto alla media dei consumi che si sono verificati negli ultimi cinque anni.

Si specifica che tutti gli Stati che fanno parte dell’Unione europea quindi dovranno appunto continuare a mantenere questa riduzione della domanda, accettando quindi tale decisione, che per adesso è stata assunta in maniera volontaria dall’Ue, come accennato. Tra l’altro il Consiglio ha anche indicato che tutti quanti quegli Stati membri che non hanno un collegamento con le altre reti di gas di altre nazioni possono ricevere particolari esenzioni dalla riduzione obbligatoria o magari possono, in casi particolari, avere anche una deroga o completa o solamente parziale.

Tali misure sono necessarie per cercare di evitare una crisi per quanto riguarda la fornitura di energia elettrica.

Proprio per questo, sono esenti dalla riduzione obbligatoria anche tutti quei Paesi Ue che presentano reti elettriche che non hanno collegamenti con il settore dell’energia elettrica del sistema europeo e che ottengono questo tipo di energia proprio grazie al gas. Tale esenzione sarà valida solo se non sono nemmeno in sincronizzazione con altre reti di nazioni terze. Oltre a questo è possibile anche fornire ulteriori dettagli in merito ad altri aspetti della questione.

Gli altri dettagli riguardanti questa decisione

Tra gli altri dettagli riguardanti la decisione della riduzione di gas che si possono indicare poi vi è anche il fatto che alcuni Stati membri dell’Ue potranno essere esentati, in parte o completamente, dalla riduzione di gas solo se hanno quindi dei collegamenti limitati con le altre nazioni Ue per quanto riguarda sempre la produzione di energia. Il punto è che in tal caso saranno tenuti prima alla dimostrazione relativa al fatto che le loro esportazioni saranno rivolte presso altri Stati membri.

Ulteriore elemento che potrà essere tenuto in considerazione per far sì che uno Stato membro possa evitare di prendere parte alla decisione sulla riduzione volontaria è il fatto di aver ormai oltrepassato gli obiettivi di riempimento dei depositi di gas.

Oltre a questo, è bene anche approfondire il discorso per quanto riguarda la possibilità di lanciare una sorta di “status di allarme” qualora, come accennato, la riduzione di gas dovesse diventare obbligatoria. L’allarme in questione infatti dovrebbe essere avviato dopo che il Consiglio avrà ricevuto la proposta della Commissione. Quest’ultima infatti potrebbe proporre di attivare tale stato se dovesse verificare una grave mancanza di rifornimenti o comunque anche se cinque o un numero maggior di nazioni che fanno parte dell’Unione europea dovessero già aver dovuto ricorrere allo stato di allarme ma a livello nazionale.

Oltre a questo si cercherà di spingere le industrie a optare per combustibili differenti rispetto a quello del gas, cercando poi di evitare che la riduzione volontaria della domanda vada a incidere in maniera grave sulle famiglie e sul loro benessere, nonché sulla possibilità di usufruire dei servizi ritenuti come necessari.

Da aggiungere a tutto ciò il fatto che i vari Stati membri sono tenuti a riferire in maniera periodica i dettagli riguardanti la loro situazione alla Commissione.

Il regolamento in questione e appunto riguardante la riduzione volontaria della domanda di gas del 15% rispetto ai consumi che in media si erano verificati nel corso degli ultimi cinque anni, a quanto pare rappresenta quindi una misura eccezionale, anche perché infatti ha avuto carattere urgente. In più entro il 2023 sarà costantemente monitorata la situazione, proprio per continuare a mantenere elevati i livelli di controllo, in modo da prevenire qualsiasi rischio e soprattutto per far sì che si faccia in tempo eventualmente ad avviare lo status di allarme, qualora dovesse servire.

Oltre a questa importante decisione, non si deve dimenticare poi che l’Unione europea continua sempre a impegnarsi anche per cercare di diffondere il più possibile l’uso di energie ecosostenibili e quindi capaci di rispettare l’ambiente, in modo che questo possa anche aiutare a raggiungere un altro importante obiettivo, ovvero quello del traguardo zero emissioni entro il 2050. Questo aspetto ha carattere di urgenza, perché la situazione climatica rappresenta un’emergenza, esattamente come la guerra tra Russia e Ucraina e il problema dei rifornimenti Ue di gas, il quale proviene proprio dalla nazione russa.

Per questo, l’Unione europea sta cercando di risolvere la situazione e soprattutto sta attuando delle misure per riuscire a prevenire qualsiasi tipo di rischio.

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