Circa le novità dell’Unione europea riguardo il settore digitale si possono nominare il Digital Markets Act e anche il Digital Services Act. Tali insiemi di normative infatti sono stati ufficialmente approvati già il 5 luglio 2022 dal Parlamento europeo e in merito si possono fornire diversi dettagli, in quanto sono numerosi gli elementi caratteristici che li compongono.

Settore digitale: quali sono le principali novità dell’Ue in merito

 

Le novità dell’Unione europea che riguardano il settore digitale e che possono essere considerate come le più recenti e le principali sono quelle del 5 luglio 2022, data in cui il Parlamento europeo ha ufficialmente accettato di adottare il Digital Markets Act, indicato anche con la sigla “Dma” e poi anche il cosiddetto “Digital Services Act”, che si può indicare anche con la sigla “Dsa”, usata spesso infatti come abbreviazione.

La particolarità delle normative in questione riguarda il regolamento delle funzionalità e dei ruoli delle piattaforme che si trovano sul web e che ormai sono di fondamentale importanza non solo per i professionisti che lavorano nel settore digitale, ma anche per gli stessi utenti. Tra l’altro, specialmente quelle piattaforme che sono considerate come “Big” in quanto detengono ruoli predominanti, sono anche molto importanti dal punto di vista economico, proprio perché grazie alla loro figura riescono a veicolare il flusso dell’economia o comunque contribuiscono in larga misura ad accrescerlo.

Oltre a questo si deve prendere in considerazione un altro aspetto, utile per comprendere la motivazione per cui l’Unione europea ha ritenuto idoneo adottare in maniera ufficiale il Digital Services Act e anche il Digital Markets Act. Tale aspetto riguarda il fatto che le piattaforme considerate come più importanti detengono un certo vantaggio anche sui loro concorrenti e in più possono persino influenzare la democrazia, così come altri elementi che compongono la società.

Tra questi ad esempio il tema dei diritti fondamentali. Piattaforme di questo tipo vengono anche indicate con l’espressione inglese “Big Tech” e il ruolo del Dma e del Dsa è quello di cercare di limitare il loro dominio sui mercati digitali, non per svantaggiarle, ma semplicemente per cercare di lasciar spazio anche alle piccole imprese o comunque a quelle piattaforme appena nate. In questo modo anche queste ultime avranno la possibilità di svilupparsi, senza essere subito ostacolate dal predominio che le Big Tech detengono.

Si può quindi affermare che lo scopo principale del Dma e del Dsa, ma soprattutto del primo, sia quello di controllare tutte le operazioni svolte dalle piattaforme più grandi, ma non solo. Ulteriore fine, sempre di fondamentale importanza, è il fato di cercare di rendere i mercati digitali il più equilibrati possibile. È proprio per raggiungere tale scopo che il Dma è un regolamento al cui interno contiene tutte le indicazioni circa i comportamenti e/o operazioni che possono essere considerati come accettabili e altri come non consoni, non ammessi.

La scelta di adottare una serie di norme di questo tipo, quindi una sorta di punto di riferimento su quello che può essere svolto e quello che invece non si può mettere in atto, è dettata anche dal fatto che le Big Tech, nel momento in cui ostacolano in modo eccessivo le concorrenti, rischiano anche di mettere dei limiti agli stessi consumatori.

Questi ultimi tra l’altro possono persino essere danneggiati a volte, da determinate operazioni non consentite commesse dalle Big Tech. Per questo, con il Digital Markets Act tali problematiche non vi saranno più, in quanto vi sarà equilibrio per tutti. Per indicare alcune azioni che non è permesso mettere in atto, si può indicare il fatto di rimuovere applicazioni e/o programmi che sono già stati preinstallati all’interno di prodotti che rientrano nell’ambito della tecnologia.

Si somma a tutto questo anche il fatto che non si possono sfruttare dati personali al fine di sponsorizzare un prodotto, a meno che non si sia precedentemente ottenuto un consenso chiaramente specificato dai diretti interessati.

Il fatto quindi che il 5 luglio 2022 il Parlamento europeo abbia deciso di approvare ufficialmente il Dma e il Dsa è molto importante, anche perché lo scopo principale è quello di non consentire solamente alle grandi piattaforme digitali di svilupparsi, ma far sì che anche quelle considerate come le migliori, ma magari di dimensioni minori, possano effettivamente avere un certo sviluppo.

Le altre considerazioni: il Digital Services Acts

Il Digital Services Act è specifico invece sulla privacy di tutti coloro che navigano in rete e mira anche a provvedere alla loro sicurezza, nonché al fatto di evitare il più possibile che ricevano danni di qualsiasi tipo, collegati alla pubblicazione o semplice visione di contenuti presenti in rete che rientrano nella categoria di quelli dannosi e/o non consentiti.

Proprio per questo, un importante cambiamento è il fatto che ogni utente avrà la possibilità di scegliere se seguire o meno le pubblicità e in più non sarà possibile usare dati personali per sponsorizzare prodotti.

Ovviamente quando si parla di contenuti illeciti, si mira anche a eliminarli il più rapidamente possibile, in modo che si possano limitare i danni ed evitare che questi ultimi colpiscano altri utenti. Di certo l’eliminazione non dovrà compromettere a libertà di espressione e nemmeno quella di parola. Si può affermare tra l’altro che il Dsa mira anche a garantire la possibilità, per gli utenti, di conoscere tutti i dettagli possibili circa i venditori, in modo che vi sia trasparenza.

Regole severe anche sui prodotti che saranno venduti online, in quanto questi ultimi devono rispettare al massimo ogni norma Ue possibile. Non si deve dimenticare poi che vi sono diversi programmi Ue che cercano di sviluppare proprio il settore digitale e tra i principali vi è Europa Digitale, chiamato anche “Digital Europe”.

Digital Europe

È il programma stabilito dall’Ue e attivo dal 2021 che ha come fine primario quello di sviluppare il settore digitale in tutti i Paesi membri, ma non solo. Lo stesso mira anche a garantire il più possibile la sicurezza per tutti coloro che navigano in rete, ma si pone come obiettivo anche quello di provvedere a sviluppare il più possibile le competenze digitali di professionisti e degli utenti stessi che navigano in rete. Il programma durerà fino al 2027 ed entro tale data l’Ue desidera arrivare a un livello sempre maggiore di protezione dei dati dei cittadini Ue, ma anche di formazione. Importanti traguardi sono già stati raggiunti in merito ed è per questo che non si poteva non menzionare Digital Europe, dato che il discorso si concentrava sulle novità riguardanti la tematica digitale. Insieme al Dma e Dsa, il programma in questione quindi sottolinea come l’Unione europea miri a sviluppare il settore digitale per rendere migliore anche la società e il profilo economico dei vari Paesi Ue, sempre garantendo equilibrio per tutti.

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