Si iniziano a delineare le caratteristiche dei fondi europei 2023 e in particolare la spartizione del budget del bilancio 2023. Come ha sottolineato però la stessa Commissione europea, durante il corso dell’anno potrebbero esserci delle modifiche. Per ora i finanziamenti stabiliti riguardano ogni possibile settore, come quello della transizione verde, quello dell’istruzione, dell’innovazione, della digitalizzazione, della salute, ma non solo. Sono presenti infatti anche altri elementi da approfondire a riguardo.

Fondi europei 2023: tutte le info a riguardo

È stata presentata giorni fa la proposta di bilancio Ue relativa all’anno 2023 ed è per questo che si iniziano a delineare le caratteristiche dei fondi europei 2023. Per quanto riguarda la somma che è stata stabilita, si parla di ben 185,6 miliardi di euro e a questi devono essere aggiunti quelli relativi a Net Generation EU. Circa questi ultimi, la Commissione europea ha sottolineato che si parla di 113,9 miliardi di euro.

A quanto pare i fondi per il prossimo anno saranno concentrati in misura maggiore per la transizione verde e anche per la digitalizzazione. In più molte risorse saranno rivolte direttamente alla lotta contro l’attuale crisi economica dovuta non solo alla pandemia, le cui conseguenze sono ancora in atto, ma dovuta anche alla guerra tra Russia e Ucraina.

Si aggiunge a tutto ciò anche il fatto di voler sostenere, in misura particolare, le imprese. Le stesse infatti rappresentano un settore importante e molto colpito dalle problematiche collegate alla diffusione del Coronavirus. Si può affermare che lo scopo principale sia quello di garantire delle somme considerate come “di emergenza” o comunque “eccezionali” al fine di sostenere tutti gli Stati dell’Unione europea e per far sì che l’intero territorio si possa riprendere al meglio.

In più si desidera lottare contro ogni tipo di sfida, non solo contro quelle considerate attuali, ma anche contro quelle future. In particolare poi molti finanziamenti saranno fondamentali per garantire la PAC, ma anche la Politica di Coesione, nonché i vari progetti e programmi dell’Ue a gestione diretta.

Questi ultimi sono importantissimi per provvedere alla lotta contro i problemi economici, ma non solo per questo motivo. Gli stessi infatti sono di fondamentale importanza anche per riuscire a rendere più forte la strategia dell’Ue, nonché per realizzare cambiamenti per quanto riguarda l’occupazione. Tali programmi infatti possono avere un ruolo significativo per aumentare il numero di posti di lavoro e anche per lottare contro le problematiche collegate al clima.

Già il 31 maggio 2022 la Commissione europea aveva specificato che durante il 2023 potrebbero essere considerate ulteriori proposte, specialmente finanziamenti volti a risolvere le problematiche connesse alla situazione tra Ucraina e Russia.

Si ipotizza quindi che il bilancio proposto potrebbe non essere considerato sufficiente e proprio per questo, alcune decisioni potrebbero poi essere prese durante il corso dell’anno. Esiste anche la possibilità, che però appunto rimane solo ipotetica, di un eventuale Recovery 2. Lo stesso sarebbe stato suggerito da diverse nazioni, come ad esempio Francia e Italia, ma per ora non vi è nulla di certo. Oltre a tutti questi elementi poi è opportuno anche indicare qual è la suddivisione del budget complessivo previsto per il 2023. Si sottolinea che ovviamente tali indicazioni possono cambiare nel corso dell’anno, proprio come accennato.

La suddivisione del budget

Per quanto riguarda il 2023, come già accennato in totale si è deciso di stanziare 185,6 miliardi di euro a cui si sommano i 113,5 miliardi di euro del Next generation EU. Circa la spartizione invece si possono segnalare i 53,6 miliardi di euro per la PAC, sigla che indica la Politica agricola comune, ma anche 1,1 miliardi di euro per il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, indicato anche con la sigla “FEAMPA”.

Affidati invece alla politica di cooperazione e di vicinato 14,3 miliardi di euro e di questi, 12 miliardi di euro saranno assegnati allo strumento NDICI. In più di questi 2,5 miliardi saranno per IPA III, mentre 1,6 miliardi di euro potranno riguardare progetti di natura umanitaria.

Alla politica di coesione poi saranno affidati 46,1 miliardi di euro mentre 13,6 miliardi andranno per il settore dell’innovazione, della formazione e della ricerca. Precisamente, di questa somma, 12,3 miliardi di euro andranno al programma Orizzonte Europa e sempre a quest’ultimo saranno rivolti 1,8 miliardi che giungeranno da Next Generation EU.

Sempre destinati alla ricerca e all’innovazione, in particolare al programma Erasmus Plus, 3,5 miliardi di euro, mentre per Europa Creativa vi saranno 325 milioni di euro.

Per il Meccanismo per collegare l’Europa poi ci saranno 2,9 miliardi di euro, mentre per il programma dedicato alla digitalizzazione, Digital Europe, vi saranno 1,3 miliardi di euro.

Andranno invece al programma Giustizia, diritti e valori 212 milioni di euro, mentre al programma LIFE 728 milioni di euro. In più 1,5 miliardi saranno rivolti direttamente al Fondo per una transizione giusta, indicato anche con la dicitura “Just Transition Fund”.

Per quanto riguarda poi la ricerca inerente allo spazio, a questa saranno assegnato 2,2 miliardi di euro. Simile cifra, 2,1 miliardi, per provvedere invece alla protezione nelle zone di frontiera. In più per l’apposito Fondo dedicato proprio alla gestione di aree di frontiera saranno destinati 1,1 miliardi del totale 2,1 miliardi e 839 milioni invece andranno a finanziare l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, indicata anche con il termine “Frontez”.

Circa invece i finanziamenti destinati a programmi per la migrazione, questi saranno d 1,6 miliardi di euro, mentre 1,2 miliardi andranno per i programmi relativi alla difesa. 927 milioni invece dovranno essere rivolti al mercato unico e di tale cifra, 200 milioni di euro finanzieranno il programma antifrode, fiscalità e dogane. Circa il campo della salute invece saranno rivolti 732 milioni a EU4Health. Come si è visto, il budget 2023 è pronto a coprire diversi programmi e fondi Ue che saranno in grado di finanziare progetti in ogni campo possibile, specialmente quello per la difesa, per l’innovazione, per l’istruzione, per la formazione, ma anche per qualsiasi altro ambito possibile. Come già accennato poi si deve tenere in considerazione il fatto che potrebbe anche essere svolta qualche modifica, in quanto nel corso dell’anno potrebbe esserci la necessità di aumentare i finanziamenti in un determinato settore e quindi cambiare la spartizione.

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