Tra i programmi per la disattivazione di impianti e centrali nucleari si può indicare quello che presenta la dicitura “sicurezza nucleare e disattivazione”, ma collegato a quest’ultimo vi è anche Euratom. Entrambi, per le loro caratteristiche e soprattutto per i diversi scopi che presentano, meritano un approfondimento. Tra gli obiettivi primari vi è quello di garantire il massimo livello possibile in campo di energia nucleare, così come un corretto smaltimento dei rifiuti prodotti da tale fonte di energia, ma non solo. Vi sono infatti anche altri elementi caratteristici che possono essere descritti.

Programmi per la disattivazione di impianti e centrali nucleari: i dettagli in merito

Tra i programmi per la disattivazione di impianti e centrali nucleari si può segnalare quello che presenta la denominazione “sicurezza nucleare e disattivazione” e lo stesso è già stato attivato nel 2021. Per quanto riguarda la sua durata, tale progetto rimarrà in atto fino al 2027 e si compone di diversi obiettivi. Tra questi, prima di tutto il fatto di proteggere l’ambiente e anche garantire appunto un certo livello di sicurezza per tutti gli Stati membri Ue in materia di energia nucleare, ma non solo.

Proprio per l’arco di tempo 2021-2027 infatti è stato stabilito di rimuovere la rimozione di sei vecchi reattori inerenti all’energia nucleare e presenti in Bulgaria e Slovacchia. Gli stessi rientrano in un vecchissimo piano relativo al periodo sovietico e per questo, l’Ue ha pensato a un’eliminazione che dovrà ovviamente avvenire rispettando la massima sicurezza possibile. Per la precisione, le centrali che hanno come oggetto la disattivazione sono quelle di Kozloduy, che è bulgara, e quella di Bohunice, che è della Slovacchia.

Tra l’altro il programma in oggetto mira anche a un corretto smaltimento di tutti quanti i rifiuti nucleari. Si aggiunge poi a tutto ciò il fatto che il piano strategico in questione garantisce anche l’erogazione di fondi dell’Unione europea da poter utilizzare proprio per disattivare gli impianti e smaltire i vari rifiuti.

In più gli stessi finanziamenti servono anche per diffondere il più possibile una corretta informazione in merito, al fine di seguire una linea di sicurezza comune, ma che soprattutto sia dotata della massima efficacia.

Per quanto riguarda i finanziamenti invece, per l’arco di tempo 2021-2027, è stata stabilita la somma di 466.000.000 euro a prezzi correnti. Tale cifra poi verrà suddivisa in tre parti, che corrispondono a 63000000 euro per quanto riguarda l’attuazione del progetto della centrale nucleare di Kozloduy, in Bulgaria e 55000000 euro per il programma Bohunice e 348000000 per attivare il progetto di gestione dei rifiuti. Sebbene il piano descritto sia quello più inerente in materia di disattivazione delle centrali nucleari, tuttavia esiste un altro programma molto collegato all’Unione europea, che prende il nome di “Euratom” e che riguarda l’energia atomica.

Il programma Euratom

Il programma Euratom rientra sempre nelle strategie di gestione dell’energia nucleare e uno scopo molto importante è quello di assicurare la massima sicurezza in materia. Oltre a questo però, lo stesso ha anche il compito di provvedere a un certo livello di ricerca e di formazione sempre in materia. Anche tale aspetto è molto importante, proprio perché più si punta sull’aspetto formativo e più vi saranno probabilità che gli esperti formati potranno garantire il massimo controllo possibile circa il campo dell’energia nucleare. Più controlli vi saranno e maggiore sarà la possibilità di cercare di prevedere, e anche arginare, i possibili rischi.

Attivato già nell’anno 2021, il programma in oggetto avrà durata fino al 2025. Per la precisione, il suo fine principale è quello di provvedere alla sicurezza nucleare e a quella generale in materia di smaltimento di rifiuti radioattivi. Per questo, si può affermare che sia abbastanza collegato al progetto di disattivazione degli impianti nucleari descritto nel paragrafo precedente.

Tra l’altro si sommano a tali aspetti anche quelli di provvedere al settore dell’energia da fusione, nonché quello di garantire il massimo livello di sicurezza anche per le “radiazioni ionizzanti”. Circa invece la somma che è stata messa a disposizione del progetto, quest’ultima è di 1,38 miliardi di euro e garantirà la realizzazione di tutti i fini che compongono Euratom.

Circa invece i vari beneficiari, questi possono essere i Centri di Ricerca che rientrano sia nel settore pubblico, sia in quello privato, ma anche le sedi universitarie. In più rientrano nella categoria dei possibili partecipanti anche le industrie e le Grandi imprese.

Un altro scopo molto importante che il progetto Euratom detiene poi è quello di provvedere allo sviluppo tecnologico, che potrà a sua volta contribuire al rispetto della massima sicurezza in materia di energia nucleare. Lo scopo infatti è sfruttare l’energia da fusione in modo però sicuro e non solo. Ulteriore obiettivo è anche quello di cercare di assicurare il massimo rispetto dell’ambiente, soprattutto per quanto riguarda il corretto smaltimento dei rifiuti.

Si aggiunge alla lista dei vari obiettivi anche quello che riguarda il fatto che il programma in oggetto si debba pure occupare della radioprotezione, nonché di strategia circa la fissione nucleare. Tutto ciò poi potrà essere sfruttato dalle industrie, ma anche dal campo della medicina, al fine di produrre energia senza rischi, ma che comunque rappresenta un importante punto di riferimento tra le fonti energetiche. Come si è visto, tra i programmi per la disattivazione di impianti e centrali nucleari, vi è senza dubbio il primo descritto, che risulta specifico per l’eliminazione di vecchi reattori e per l’eliminazione sicura di rifiuti nucleari. Collegato a quest’ultimo però vi è anche Euratom, che infatti tra i suoi diversi fini presenta comunque quello di smaltimento dei rifiuti.

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