L’Ue ha stabilito nel corso degli ultimi anni numerose strategie che riguardano il settore dell’alimentazione e tra queste vi sono quelle “Dal campo alla tavola”, ma anche quelle altre iniziative che mirano al massimo rispetto dell’ambiente e in più al controllo dell’alimento non solo al momento in cui viene prodotto, ma in ogni minima fase che si ha tra produzione e consumo. Oltre a questo i dettagli riguardo il discorso in questione sono vari, per questo è opportuno approfondirli.

Ue e alimentazione: ecco le strategie principali che la prima ha adottato nel campo alimentare in questi ultimi anni

L’Ue nel settore dell’alimentazione ha realizzato importanti cambiamenti dal 2000. Si pensi che infatti già in quel periodo stabilì leggi in grado di regolare in modo migliore il sistema alimentare e decise anche che dovevano essere presenti sistemi di allarme per alimenti e mangimi, ovvero soluzioni che facessero intuire agli allevatori in maniera tempestiva se vi erano problemi salutari che gli animali riscontravano, a causa del loro mangime.

Nel corso degli anni poi è stata notevolmente aumentata anche la trasparenza in merito proprio al tipo di mangime che veniva fornito agli animali, ma non solo. Si sono anche intensificati i vari controlli, nonché sono state adottate misure capaci di valutare in modo migliore i vari rischi che determinati alimenti potessero provocare e non solo negli animali, ma anche negli uomini. Per questo si è trattato sempre di più il discorso circa i pesticidi, fino ad arrivare alle odierne strategie. In materia alimentare l’Unione europea ne ha adottate molte, in particolare dal 2020.

Una di quelle principali è la cosiddetta “strategia della sicurezza alimentare” che riguarda il fatto di provvedere alla protezione della salute dell’uomo, ma anche a quella di piante e animali e non solo. Tramite progetti del genere, un altro scopo dell’Unione europea è anche quello di cercare di proteggere i vari interessi dei lavoratori del settore agricolo e di quello dell’allevamento. Importantissime a riguardo sono le normative che concernono l’igiene e il rispetto di ogni possibile misura di sicurezza. Quando si parla di norme igieniche, queste ovviamente non solo riguarderanno i mangimi, ma anche i prodotti che arrivano sul mercato e tutte le fasi che subiscono, prima di arrivare al consumatore. Proprio tali misure di sicurezza e i controlli rigorosi che si svolgono durante ogni step che va dalla raccolta alla lavorazione del prodotto al confezionamento e trasporto, rientrano nella cosiddetta “strategia dal campo alla tavola”. La stessa appunto mira a fornire il massimo livello di sicurezza possibile a tutti i cittadini che consumeranno quel determinato prodotto. Tale iniziativa è stata presentata nel 2020 dalla Commissione europea e rientra nel programma del Green Deal. A riguardo però si può anche approfondire il discorso, in quanto la strategia sulla sicurezza alimentare mira anche a ottenere un tipo di sistema alimentare che sia sempre rispettoso della sostenibilità.

Il rispetto della sostenibilità e le altre strategie

 

Sia la strategia “Farm To Table”, ovvero “dai campi alla tavola”, sia quella sulla sicurezza alimentare mirano anche a rispettare la sostenibilità cioè presentano come scopo anche quello di spingere i vari cittadini degli Stati Ue a consumare cibi che siano sostenibili. Questo vuol dire ovviamente cercare di puntare sempre su alimenti sani e la loro produzione allo stesso tempo dovrà provvedere al massimo rispetto dell’ambiente, delle varie specie e dovrà mirare a evitare di inquinare in qualsiasi modo l’ambiente. Ovviamente si precisa che ulteriore fine dovrà essere quello di garantire la salute dei cittadini, senza metterla mai a rischio.

Nel rispetto della sostenibilità infatti vi è sempre il fatto di garantire un ottimo sistema alimentare, che sia sempre salutare. Per questo, l’Unione europea mira a formulare delle vere e proprie “raccomandazioni” che riguardano il settore della nutrizione e che devono essere sempre approvate dalla scienza, prima di essere diffuse. In più si mira a bloccare il fatto di consumare la carne in modo eccessivo, così come tutti quegli alimenti che subiscono un’ultra-lavorazione tramite elevati tassi di sale, nonché zuccheri e grassi.

Circa il rispetto dell’ambiente invece si può affermare che l’Unione europea lotti per cercare di vincolare in modo rigido l’uso di pesticidi nocivi e per cercare di proteggere al massimo anche gli insetti che si occupano dell’impollinazione.

Non si deve dimenticare poi che ogni operazione dovrà essere svolta cercando sempre di seguire un altro scopo, che è anche quello del Green Deal: ridurre le emissioni di C02 in modo elevato entro il 2030 e arrivare alle “zero emissioni” entro il 2050. A tal fine si cerca anche di ripristinare nuovamente i pozzi di carbonio naturale e di rafforzarli il più possibile. Per questo si cerca di dare sempre più spazio all’agricoltura biologica e contemporaneamente a favorire il benessere degli animali il più possibile.

I fini indicati rientrano in quella che prende il nome di “strategia dal produttore al consumatore” e che praticamente è l’equivalente di quella “dal campo alla tavola”. Negli ultimi anni però si è dato sempre più spazio anche ad altre decisioni, come ad esempio quelle relative a una corretta etichettatura dei prodotti. In merito infatti si può introdurre il discorso relativo al programma “Nutriscore” e che dovrebbe effettivamente immettere sul mercato le nuove etichette alla fine del 2022. Le stesse, come ha stabilito l’Efsa, ovvero l’Autorità per la sicurezza alimentare, dovranno avere delle indicazioni precise circa il fatto di aiutare i consumatori a distinguere quali sono gli alimenti estremamente sicuri per la loro salute e quali sono invece quelli che potrebbero rendere peggiori le loro condizioni salutari. A queste poi si legano anche altre iniziative. Tra queste, il fatto di garantire anche una diffusione di determinati alimenti che in certe nazioni potrebbero apparire come particolari, come ad esempio gli insetti. Questi ultimi infatti, o meglio ovviamente solo quelli considerati come commestibili, già in determinati Stati dell’Ue sono presenti sulle tavole, in quanto non solo sono ricchi di proteine, ma sono anche pietanze sostenibili. Per questo l’Unione europea mira a diffondere un messaggio positivo riguardo il consumo di tali animali, poiché tra l’altro sono ritenuti salutari. Ovviamente prima che arrivino nei supermercati si dovranno poi svolgere gli opportuni controlli, al fine di verificare che non vi siano problematiche circa il loro consumo.

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