L’Ue presenta molti progetti attivi che riguardano il sostegno delle foreste, considerate importantissime non solo perché forniscono ossigeno, ma anche perché sono un ottimo punto di riferimento per la fornitura di importanti materie prima. Oggi cercando di rispettarle e di utilizzare in modo idoneo tali fonti, è possibile non solo trarre numerosi vantaggi, ma favorire anche un miglioramento della situazione climatica.

Ue a sostegno delle foreste: ecco tutti gli obiettivi dell’Unione europea in merito

L’Ue si impegna sempre per il sostegno delle foreste, non solo per garantire il rispetto ambientale, ma anche per assicurare un certo benessere a tutti i cittadini europei. La superficie dei territori in questione infatti è molto ampia e oggi l’Unione europea presenta molti programmi attivi per proteggere l’ambiente della foresta, ma anche tutti gli altri luoghi naturali. Tra i maggiori progetti vi sono il Green Deal e anche il programma LIFE, che si concentrano soprattutto sulla riduzione delle emissioni di CO2 con lo scopo di arrivare alle “zero emissioni” entro il 2050 o comunque con il fine di veder ridotta di gran lunga la loro presenza nell’aria. Questo certamente non solo potrà essere un vantaggio dal punto di vista climatico, ma anche per le foreste stesse e per l’intera natura.

Va detto però che la salvaguardia degli ambienti in questione è tra ii fini dell’Ue anche perché tali territori permettono a numerose persone di lavorare. Tra l’altro ogni foresta può fornire cibo e materie prime di fondamentale importanza. Preservare posti del genere quindi è importantissimo. Proteggere la biodiversità che riguarda tali zone della Terra e anche gli ecosistemi che sono al loro interno consente quindi di ottenere diversi vantaggi.

Precedentemente si è parlato di cambiamento climatico e proprio questo aspetto incide in misura notevole sulla “salute delle foreste”. Queste infatti, a causa delle conseguenze del clima non più regolare, subiscono in continuazione l’invasione di parassiti, ma non solo. Le stesse infatti sviluppano anche malattie gravi, che poi si ripercuotono in maniera negativa sullo stesso clima e sull’uomo.

Per questo, proprio grazie alle azioni del Green Deal si intende ridurre almeno del 55% le emissioni di CO2 entro il 2030. Proprio per questo, l’Unione europea mira a spronare tutti gli Stati membri ad adottare un tipo di economia che si basi proprio su questo principio e su questo obiettivo. Anche le aziende tra l’altro dovranno continuare a seguire un tipo di attività che sia ecosostenibile. Per ottenere poi la neutralità climatica, l’Unione europea ha sottolineato anche quanto sia importante cercare di seguire un tipo di economia circolare. Questa prevede il fatto di poter riutilizzare alcuni elementi al fine di renderli utili e allungare il loro “ciclo di vita”, così da non gettarli subito via. In questo modo non solo si punta al risparmio, ma anche a imparare a riciclare e a rispettare l’ambiente.

Lo stesso tipo di sistema economico inoltre è di fondamentale importanza per cercare di favorire il più possibile le foreste e la loro crescita, in quanto proprio il riutilizzo di determinati materiali consente di sostituire il più possibile l’uso del carbonio. A tutto ciò poi si deve anche aggiungere il fatto che l’Unione europea intende intensificare i controlli circa la salvaguardia forestale, al fine di preservare la loro integrità. Ulteriore problematica poi è quella della deforestazione, o meglio, dell’avanzare della desertificazione in alcune aree del pianeta. Per cercare di bloccare tale processo, l’Unione europea collabora con i maggiori partner mondiali per cercare di risolvere la situazione. Si sommano a tutto questo però anche altri importanti obiettivi.

Gli altri obiettivi

Molto importante poi il fatto di sviluppare il più possibile delle competenze idonee, o meglio, cercare di suscitare una certa consapevolezza della problematica della deforestazione, in tutti i cittadini dell’Unione europea. Tutti infatti devono essere responsabilizzati e devono partecipare alla formazione della cosiddetta “bioeconomia”. Si è nominato poi il termine “competenze” in quanto occorre che vi siano sempre più esperti che si occupino proprio del raggiungimento del fine in questione. Occorrono ad esempio esperti in chimica, ma anche specialisti di dati, promotori che lavorano nel campo ecoturistico, nonché esperti di ingegneria, architettura e altri.

Proprio per questo sarà sempre più importante garantire una cerca formazione e una riqualificazione professionale. Proprio per ottenere i finanziamenti necessari per favorire tale aspetto formativo, i vari Stati membri dell’Unione europea possono utilizzare lo strumento finanziario del Fondo sociale europeo Plus, il quale si occupa anche di garantire somme di denaro per sviluppare l’occupazione e il settore imprenditoriale.

Oltre a tutto ciò poi vi sono anche alcuni elementi che fanno parte della PAC, ovvero della Politica agricola comune, la quale si occupa anche di cercare di sviluppare metodologie più consone riguardanti il fatto di condividere tutti i dettagli su progetti utili per le foreste. Si somma poi a questi elementi anche il fatto di voler garantire una maggiore precisione circa i criteri di controllo riguardanti l’aspetto climatico della tassonomia per l’ambito della silvicoltura. In più si mira anche a cercare di garantire un certo rispetto dei prodotti in legno, per raccoglierli, produrli e usare in modo consono. Ulteriore iniziativa molto particolare poi è quella che mira a rafforzare sempre di più la collaborazione tra lavoratori che si occupano del settore turistico e altri che invece lavorano nella silvicoltura. In questo modo anche l’Organizzazione mondiale del turismo è coinvolta in questo progetto.

L’Unione europea poi mira sempre di più a spingere i portatori di interesse a realizzare un partenariato nei progetti in questione.

Altro obiettivo poi è quello di rendere molto più ampie le foreste. Si consideri infatti che in media la deforestazione avanza in misura così elevata ogni anno, che circa 4,7 milioni di ettari di spazi dedicati alle foreste ogni anno scompaiono. Proprio per questo, il fatto di piantare un maggior numero di alberi può essere d’aiuto e non solo perché quando cresceranno poi potranno contribuiranno ad ampliare le zone forestali, ma la loro presenza sarà importantissima anche per la quantità di ossigeno che forniranno, nonché per il fatto che potranno essere un ottimo elemento per fornire altre materie prime, sempre però da utilizzare in modo corretto e senza provocare alcun danno alla natura.

Importantissimo poi anche il fatto di proteggere tutte le foreste primarie, ovvero quelle più antiche e più preziose di tutto il complesso forestale mondiale per quanto concerne la percentuale di terreno che occupano, questo tipo di foreste in media equivale al 3% del totale degli ettari occupati dalle aree forestali sulla Terra. A riguardo si può anche affermare che l’Unione europea mira a garantire una mappatura sempre più approfondita delle stesse, in modo da preservarle al meglio.

Non meno importante poi è anche la necessità di curare il suolo forestale, in quanto se quest’ultimo presenta un ottimo sviluppo, a sua volta potrà garantire una crescita rigogliosa degli alberi. Come si è visto, i progetti dell’Unione europea riguardanti le foreste sono numerosi e tutti mirano a salvaguardare queste importantissime aree naturali.

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