Il Fondo FEG è il fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro ed è stato stabilito dall’Unione europea. Attivato già nel 2021, lo stesso durerà fino al 2027. Tra le sue caratteristiche poi ve ne sono anche tantissime altre da poter indicare, in quanto tale strumento finanziario si rivolge sia ai lavoratori in esubero, sia a quelli autonomi che hanno cessato la loro attività per motivazione quali globalizzazione, cambio del sistema economico, crisi economica, ma non solo. Di seguito ulteriori dettagli, al fine di comprendere anche il procedimento con cui poter richiedere il contributo.

Fondo FEG: che cos’ e quali sono gli obiettivi più importanti

 

Il Fondo FEG è attivo dall’anno 2021 e lo sarà fino all’anno 2027. Si tratta di un fondo dell’Unione europea e la sigla indica l’espressione “fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro”. Si tratta di uno strumento finanziario con cui l’Ue garantisce ai vari Stati membri circa 186 milioni di euro annui. Lo scopo principale è quello di aiutare la categoria di lavoratori in esubero, ma non solo. A tale gruppo infatti si aggiunge anche quello dei lavoratori autonomi che hanno dovuto bloccare la loro attività lavorativa per via di situazioni di notevole portata. Tra queste ad esempio il fatto delle modifiche che il mondo del commercio ha subìto a livello mondiale, ma anche a causa della globalizzazione. Si aggiungono alle ragioni anche eventuali problematiche commerciali accadute per controversie oppure crisi che interessano l’ambito economico o finanziario. In alternativa i lavoratori potrebbero aver riscontrato problematiche nella loro attività anche a causa del cambiamento del sistema economico. Attualmente ad esempio si cerca di spronare aziende e imprese ad adottare un tipo di economia basata sul rispetto ambientale e sullo scopo delle “zero emissioni” di CO2. Si somma a tutto ciò poi anche il fatto di poter aver problemi circa la digitalizzazione e anche in questo caso, il lavoratore può chiedere aiuto al fondo in questione e sfruttarlo al fine di trovare una soluzione idonea alla sua situazione. Per quanto riguarda poi la gestione dell’intero fondo, si può affermare che quest’ultimo sia gestito dall’ANPAL, che si occupa anche della sua coordinazione, insieme alle Amministrazioni regionali e provinciali. Oltre a questo poi si occupa anche di progettare iniziative riguardanti il FEG. A tutte queste indicazioni però se ne possono anche aggiungere altre.

Gli altri elementi caratteristici del fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro

Tra gli altri elementi caratteristici del fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro vi sono anche il fatto di occuparsi di formazione e di riqualificazione, in modo da finanziare proprio iniziative che consentano di trovare un maggior numero di professionisti altamente qualificati, o meglio che permettano di formare personale qualificato, così da migliorare la propria attività lavorativa. Si aggiunge poi a tutto ciò anche il fatto della certificazione delle conoscenze: il FEG infatti può occuparsi anche di questo, nonché dell’erogazione di certificati che possano attestare il proprio livello di competenza. Il fondo in oggetti poi si occupa anche di fornire indicazioni utili circa l’orientamento della propria professione, nonché del tutoraggio. Ulteriori fini riguardano invece il fatto di aiutare i vari lavoratori a trovare una nuova attività lavorativa e quindi li assiste da questo punto di vista, al fine di una corretta ricollocazione.

Oltre a tali servizi poi se ne possono anche sommare altri, come per esempio quelli di consulenza. Un altro obiettivo molto importante poi è quello di essere d’aiuto nel creare attività imprenditoriali, al fine di sviluppare il più possibile questo settore. Il FEG poi si occupa anche di cooperare alcune principali attività.

Rientrano però nello strumento finanziario anche alcuni incentivi che vengono rivolti al datore di lavoro affinché sia più propenso ad assumere nuovo personale, nonché indennità per ricercare un’attività lavorativa. Tra questi ultimi aiuti vi sono poi anche indennità per spostarsi in luoghi diversi da quello in cui si risiede o indennità per la propria formazione, per l’assistenza. Si sottolinea però che questi strumenti finanziari non possono superare il 35% dei costi totali degli interventi del fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro. Oltre a questi dettagli poi è opportuno evidenziare quali condizioni si debbano verificare, affinché il contributo in questione venga concesso.

Le condizioni

Come accennato, lo strumento finanziario in questione è destinato alla categoria di lavoratori in esubero e anche a quelli autonomi. Tuttavia, per far sì che gli stessi possano ottenere i contributi in oggetto, devono avere cessato l’attività lavorativa la quale però doveva comprendere almeno 200 lavoratori dipendenti o che facevano parte della categoria degli autonomi. Il periodo della cessazione deve essere quello di quattro mesi e l’attività doveva essere di tipo imprenditoriale.

In alternativa vi può essere la stessa condizione e la cessazione nell’arco di 6 mesi della propria attività, purché si tratti di PMI che operino nell’ambito economico e che abbiano avuto almeno 200 progetti in almeno due Regioni. Si aggiungono poi dettagli circa anche la definizione di lavoratori in esubero. Questi ultimi infatti sono tali quando i datori di lavoro redigono un documento scritto all’Autorità pubblica che notifichi proprio la situazione o eventualmente il lavoratore è in esubero anche quando riceve una notifica di licenziamento oppure nel momento in cui gli viene notificato che vi è stata una risoluzione del contratto di lavoro. Anche quando lo stesso accordo contrattuale scade, si può essere considerati in esubero oppure quando il lavoratore finisce l’incarico che un’impresa gli aveva assegnato. Si aggiunge a tutto questo anche il procedimento con cui si può richiedere il contributo FEG, di cui è bene approfondire il discorso.

Come accedere al fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro

Per accedere al fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro, prima di tutto si devono conoscere le varie fasi della procedura. La prima consiste nella comunicazione, da parte della Regione o della Provincia Autonoma, circa la presenza di esuberi. Tale comunicazione viene diretta all’ANPAL e viene richiesto proprio a quest’ultima di accedere al FEG. La fase successiva consiste nell’invio, da parte di ANPAL, della domanda redatta dalla Regione e il tutto viene inoltrato alla Commissione europea. Si sottolinea però che l’inoltro deve avvenire entro 12 settimane dal verificarsi degli esuberi. In genere poi la Commissione europea procede alla conclusione del procedimento entro 50 giorni lavorativi da quando riceve la domanda. Se quest’ultima viene accettata, vi è un’ulteriore fase in cui si presenta il tutto al Parlamento europeo e al Consiglio e poi entro 6 settimane, il contributo viene mobilitato. Come si è visto, il FEG è un fondo adottato dall’Unione europea e specifico per i lavoratori ed è di fondamentale importanza.

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