L’analisi dei dati disponibili in Eurisc (il sistema di informazioni creditizie), evidenzia che dal 2016 al 2021 la quota di italiani che hanno almeno un finanziamento attivo è cresciuta del 10% passando dal 34,6% al 44,5%. Hanno inciso principalmente le famiglie con prestiti finalizzati, che hanno fatto registrare un incremento dal 43,3% al 50,7%, mentre è scesa del 2% la percentuale di famiglie con un mutuo (dal 22,8% al 20,8%) e con un prestito personale (33,9% a 28,4%). Interessante è anche la diminuzione dell’importo medio della rata, che è progressivamente diminuito da 360 a 315 euro e l’esposizione residua è passata da 34.462 euro del 2016 a 32.191 euro del 2021.

Nel 2021 è cresciuta ulteriormente (+5,4% vs 2020) la percentuale dei cittadini maggiorenni che risultano avere un mutuo o un prestito in corso, arrivata al 44,5% del totale. Una tendenza iniziata nel 2016 e consolidatasi negli ultimi due anni di pandemia, caratterizzati da condizioni di accesso al credito particolarmente favorevoli anche per i finanziamenti di modesto importo. Al contempo, però, è migliorata la sostenibilità finanziaria delle famiglie italiane, con il rischio di credito che nell’ultima rilevazione del 2021 ha visto il tasso di insolvenza attestarsi all’1,2%, il livello più basso degli ultimi anni.

A questo risultato hanno contribuito, oltre alle moratorie e agli strumenti di sostegno attivati per contenere gli impatti della pandemia, anche l’atteggiamento responsabile delle famiglie e i tassi di interesse confermati dalla Bce ai minimi storici. Dai risultati delle analisi di mercato effettuate, risulta che la rata media rimborsata a livello pro capite ogni mese è scesa ancora fino a 315 euro (-2,8% rispetto al 2020), mentre l’importo residuo che resta da rimborsare per estinguere i finanziamenti in corso si è attestato a 32.191 euro, in lieve flessione rispetto al 2020, malgrado il peso ancora rilevante dei mutui ipotecari che continuano ad avere un’incidenza significativa nel portafoglio delle famiglie italiane.

Come sottolinea Beatrice Rubini, direttrice della linea Mister Credit di Crif “Nel corso dell’ultimo anno i flussi di credito erogato alle famiglie sono cresciuti in modo significativo per riportarsi sui livelli non troppo distanti da quelli pre covid. In particolare, la dinamica è stata positiva per il credito al consumo e per il comparto dei mutui mentre i prestiti personali hanno risentito ancora degli effetti della crisi generata dalla pandemiaNel complesso la sostenibilità degli impegni finanziari da parte delle famiglie si è confermata elevata ma per il prossimo futuro bisognerà valutare gli impatti derivanti dall’evoluzione della pandemia, dall’incertezza causata dal conflitto in Ucraina nonché dalla crescita dei costi dell’energia e delle materie prime oltre che dei tassi di interesse, tutti fattori che indubbiamente rappresentano un motivo di preoccupazione per gli italiani”.

Negli ultimi sei anni è progressivamente cresciuto il ricorso al credito

Le misure di politica monetaria e fiscale particolarmente accomodanti adottate a livello nazionale ed europeo per contrastare la crisi economico-finanziaria indotta dalla pandemia, unite all’offerta di tassi particolarmente appetibili, hanno comportato un aumento graduale e costante della platea di italiani con almeno un contratto di finanziamento attivo.

Negli ultimi anni è cambiata anche la composizione degli impegni delle famiglie, con la quota di mutui immobiliari che è leggermente diminuita (al 20,8% vs il 22,8% del 2016) così come è calata l’incidenza dei prestiti personali (scesi al 28,4% del totale) a fronte della crescita del peso dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, che nell’ultima rilevazione sono arrivati a spiegare il 50,7% del totale.La crescita di questa ultima forma tecnica è collegata anche all’incremento dei consumi di elettrodomestici, elettronica e articoli di arredamento e per la casa durante la pandemia, nonché dal costante sviluppo dell’e-commerce.

 201620172018201920202021
Italiani con un finanziamento34,6%36,3%38,1%40,7%42,2%44,5%
Rata mensile in euro360355350336324315
Esposizione residua in euro34.46233.83533.56432.62832.23132.191
Quota mutui immobiliari22,8%22,4%22,1%21%21%20,8%
Quota prestiti personali33,9%34%33,2%32,8%31,2%28,4%
Quota prestiti finalizzati43,3%43,6%44,7%46,2%47,8%50,7%

Fonte: Mappa del Credito Crif – Mister Credit

Quale è la distribuzione regionale dell’accesso al credito delle famiglie?

Per quanto riguarda il focus sulla popolazione maggiorenne che risulta essere intestataria di almeno un contratto di credito rateale, nel 2021 la Valle d’Aosta guida la classifica nazionale con il 55,8%, seguita a debita distanza dalla Toscana, con il 50,5% e dal Lazio, con il 49,4%. All’estremo opposto della graduatoria, invece, si posiziona il Trentino Alto Adige, con solo il 25,8% degli abitanti che hanno fatto ricorso al credito. Al di sotto del 40% si collocano anche Calabria, Campania, Molise e Basilicata.

Le regioni in cui i cittadini sostengono mensilmente la rata media pro-capite più elevata sono Trentino-Alto Adige (€ 378 malgrado la contrazione più marcata rispetto all’anno precedente, quando era stata pari a € 429), Lombardia (€ 360), e Veneto (€ 354). Seguono Emilia-Romagna (€ 338) e Friuli-Venezia Giulia (€ 329). In tutte queste regioni si rileva un’elevata incidenza dei mutui, caratterizzati da un importo da rimborsare più elevato rispetto alle altre forme tecniche. Inoltre, il valore degli immobili in queste aree del Paese risulta più consistente, anche alla luce di un reddito disponibile spesso più elevato rispetto alla media nazionale. Al Sud e nelle isole, invece, si registrano rate mensili più leggere, soprattutto in Calabria (€ 262), in Sardegna (€ 263) e in Molise (€ 277).

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