Si indica con i termini “Strategic Compass” o anche con la denominazione di “bussola strategica” il programma dell’Unione europea che mira a rendere più forte il livello di difesa dei vari Stati membri, ma anche ad aumentare tutte le misure di sicurezza necessarie per prevenire qualsiasi tipo di rischio in ambito delle relazioni internazionali.

Strategic Compass: gli elementi principali e gli obiettivi

 

La Strategic Compass viene indicata anche con la dicitura “bussola strategica” e si tratta di un programma stabilito dall’Unione europea che detiene diversi obiettivi. Quello primario riguarda il fatto di aumentare il livello di difesa dell’Ue. Il progetto in questione quindi mira soprattutto a rendere più forti le linee politiche proprio in tema di sicurezza.

Il raggiungimento dei fini nei campi indicati è stato fissato per il 2030 e dato che in questo periodo è ancora presente la guerra in Ucraina, l’Unione europea sta affrettando ancora di più il processo di avanzamento del programma in questione. Ulteriori obiettivi quindi riguardano il rafforzamento dell’Ue anche sul fatto di proteggere il più possibile i cittadini, cercando tra l’altro di lavorare sulla pace a livello internazionale.

Per quanto riguarda invece l’aggettivo “strategic” presente nell’espressione, questo si può riferire a un altro punto importante della bussola, che riguarda il fatto di rafforzare le strategie dell’Unione europea.

Più sicurezza quindi e anche più difesa, per garantire un livello di protezione globale. Oltre a questo, lo stesso progetto mira anche ad assicurare un’analisi maggiore circa i possibili rischi riguardanti l’Unione europea e le eventuali problematiche che potrebbero presentarsi se i rapporti internazionali dovessero essere privi di diplomazia.

La bussola strategica però riguarda anche una pianificazione della difesa, quindi evidenzia anche diversi altri pilastri. Tra questi se ne possono segnalare quattro principali, i quali meritano un approfondimento.

I pilastri e le caratteristiche

I pilastri del programma in questione sono quattro, come accennato: uno è quello relativo alla capacità di gestire le crisi internazionali, poi l’altro riguarda la resilienza, lo sviluppo della difesa e della sicurezza e partnership.

Gli stessi obiettivi possono essere suddivisi anche in act, invest, partner e secure. Proprio ultimamente poi si è definito ancora meglio il primo punto, che mira a rispondere alla necessità della difesa con un massimo di 5mila soldati per ogni tipo di crisi. Si tratta quindi di una sorta di esercito dell’Ue, che la stessa potrà mettere in campo entro circa un mese, 30 giorni precisi, dall’evento grave che si verifica.

Oltre a questo con “act” si intende anche formare un gruppo di 200 esperti che si occuperanno sempre di definire le strategie migliori da adottare in campo e riguardo la difesa e la sicurezza. Per quanto riguarda gli investimenti invece, si è stabilito che ogni Stato membro dell’Unione europea potrà aumentare le spese per difendersi.

Oltre a questo, ogni nazione potrà anche accrescere il livello industriale e tecnologico, sempre in ambito della difesa dell’Ue. Da aggiungere a tutto ciò anche il fatto che l’Ue collaborerà con lo Strumento europeo per la pace, per favorire il sostegno dei partner.

Per quanto concerne invece la materia di sicurezza, o meglio, il pilastro “Secure”, questo mira in particolare a rendere molto più potenti le aree dell’intelligenze. Tra l’altro nella stessa sezione sono comprese operazioni militari come ad esempio esercitazioni, sia via mare, sia via terra.

Subiranno un rafforzamento anche tutte le operazioni riguardanti la politica di sicurezza e di difesa comune. Si può quindi affermare che il programma in questione miri ad anticipare e a saper rispondere a ogni possibile mossa/attacco da parte di eventuali altri Stati. Ogni minaccia quindi, tramite la bussola strategica, potrebbe essere preventivamente cancellata.

Proprio per cercare di rispettare tutti i fini in oggetto, l’Ue collabora con diversi partner. Tra questi ultimi rientrano la NATO, ma anche le Nazioni Uniti, nonché altri regionali. Tra questi si possono segnalare l’ASEAN, ma anche l’UA, l’OSCE. Oltre a questo mira a collaborare in particolare con alcuni Stati, soprattutto con quelli che presentano gli stessi scopi in termini di difesa, sicurezza e protezione. Tra questo tipo di nazioni vi sono il Canada, ma anche gli Stati Uniti, il Giappone, la Norvegia, il Regno Unito.

Si sottolinea quindi l’importanza del programma in questione, che proprio ultimamente l’Unione europea mira a rafforzare, per far sì che la propria difesa sia sempre migliore.

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