Il discorso sul Neuromarketing applicato al Food Delivery online può essere molto ampio, in quanto il primo mira a suscitare reazioni emotive nei consumatori che ordinano cibo online, sfruttando elementi multimediali e/o persino moderne tecnologie virtuali. Oggi il campo in questione è sempre più importante, non solo per l’ambito ordinazioni culinarie che il cliente effettua in rete, ma anche in altri settori, perché mira a sviluppare componenti emozionali nell’utente, che siano scatenate direttamente da fattori particolari, in genere basati sulla visione di foto, video o sull’ascolto di audio, ma non solo.

Neuromarketing applicato al Food Delivery online: ecco alcuni elementi da indicare a riguardo

Per comprendere il Neuromarketing applicato al Food Delivery online è necessario sottolineare alcuni concetti base, come ad esempio cos’è il primo e cosa si intende per “OFD”, ovvero “Online Food Delivery”. Il Neuromarketing rientra nella disciplina del marketing, ma in realtà abbraccia anche tanti altri ambiti, come per esempio la psicologia e in particolare le neuroscienze. Si tratta infatti di un tipo di ramo che mira a comprendere quali effetti emozionali possano sorgere nel consumatore, di fronte alla vista o alla percezione di determinati elementi. Questi infatti non devono obbligatoriamente essere visivi, come fotografie e/o video, ma possono anche riguardare gli altri sensi. Studiando le reazioni dei potenziali clienti, si avrà modo di scegliere opportune strategie e di far sì che la sponsorizzazione di servizi o prodotti sia vincente. Le tecniche che possono essere utilizzate in questo ambito e per questo scopo possono essere numerose e vengono applicate sempre di più nel Food Delivery, in particolare in quello online.

Per quest’ultimo si intende indicare la possibilità che un consumatore ha di ordinare cibo e preparazioni culinarie di qualsiasi tipo direttamente da casa o da qualsiasi altro luogo e tramite un’app e quindi un dispositivo. Quest’ultimo può essere un cellulare, ma anche un PC. Ne consegue quindi che il consumatore avrà a portata di mano uno strumento tecnologico da cui potrà partire l’ordinazione e per questo si parla di “Consegna del cibo online”, se si vuole seguire la traduzione letterale della dicitura inglese. Tutto parte con un click e tra l’altro, con l’applicazione, i consumatori avranno anche una certa varietà a disposizione per la scelta. La stessa app infatti potrà consigliare i menù, ma anche i locali e ristoranti che si trovano nelle vicinanze e che meglio rispondono ai loro gusti. In questo caso, dopo che il cliente avrà effettuato l’ordine, il locale lo riceverà e successivamente potrà iniziare la preparazione, per affidare poi a un rider la consegna. Il Neuromarketing applicato a questo settore quindi mira a suscitare reazioni e curiosità negli utenti, sfruttando elementi che andranno a “colpire” direttamente il cervello, stimolando effetti. Per fare un esempio, uno di questi può essere il fatto di sfruttare il colore verde per uno sfondo pubblicitario, magari per cercare di attirare quel tipo di pubblico che è interessato a ordinare cibo online ma vuole che si faccia attenzione anche al rispetto ambientale, evitando l’uso di plastica o di altri materiali inquinanti. Questa sorta di strategia però non è l’unica da poter applicare all’OFD.

Le altre soluzioni

Tra gli altri fattori che vengono sfruttati per cercare di suscitare emozione nel cliente sin dall’app, quindi sin dal momento in cui i clienti fanno partire le richieste che elaborano, vi è anche il fatto di utilizzare tonalità molto vivaci, che non solo possono riversarsi su sfondi, ma anche su scritte, su elementi grafici che riguardano le notifiche o avvisi. In questo modo, non solo questi ultimi saranno ben visibili, ma la componente emozionale che può entrare in gioco guardandoli può essere una delle più positive: l’allegria. Guardando infatti tonalità vivaci, senza dubbio si avrà modo di avere un atteggiamento più propenso a ordinare, ad associare quell’attività, l’ordinazione online appunto, direttamente al fatto di rimanere contenti, allegri e soddisfatti. Tra l’altro nel Neuromarketing non sono presenti solo le colorazioni come elemento per suscitare reazioni emotive nel potenziale consumatore, ma anche ulteriori elementi interattivi. Dato che si parla del Food Delivery esclusivamente online, che come già detto parte proprio dall’uso di dispositivi tecnologici, su questi potranno apparire video, contenuti sonori e audio, mentre si naviga. Questo è un modo per allietare l’ordinazione, oltre che per renderla più semplice, magari mostrando all’utente dove poter cliccare, come cercare e quindi guidarlo nell’ordine. Oggi si usa tra l’altro sempre di più la cosiddetta “AR”, sigla che indica l’Augmented Reality, sfruttata anche nel campo dell’OFD, ma ancora poco in Italia. Si tratta di meccanismi che permettono ai consumatori di “esplorare” un locale o comunque i suoi ambienti interni servendosi direttamente del cellulare o di un PC o altro dispositivo. In questo modo, anche da remoto, il cliente può osservare persino come avviene la preparazione di un piatto, com’è la cucina, valutare meglio ogni elemento che compone le fasi ordinazione-preparazione e consegna e quindi eliminare le barriere comunicative tra esercente e se stesso. Dal punto di vista del Neuromarketing, questa “Realtà aumentata” implica anche una maggiore sicurezza per il consumatore, che comunque avrà modo di constatare se si può fidare del locale presso il quale vorrebbe ordinare. L’emozione che si scatena è quindi positiva e in tal modo si può raggiungere una sorta di rapporto basato sulla fiducia, tra ristoratore e consumatore. In più la stessa AR consente persino agli utenti di controllare la provenienza del cibo, semplicemente avvicinando lo smartphone a una confezione e permettendo così di leggere tutte le info a riguardo. Certamente, l’AR potrebbe essere considerato come un discorso a sé, ma in realtà anche questa si collega al Neuromarketing, in quanto consente di suscitare emozioni nel cliente e quindi reazioni, sfruttando elementi esterni ai suoi cinque sensi. In questo caso infatti si usano dispositivi. Date le considerazioni elaborate in merito al discorso Neuromarketing-OFD, si può quindi sottolineare che il primo e le sue strategie siano spesso applicare al secondo campo, anche perché proprio il Food Delivery Online negli ultimi anni ha avuto un successo molto ampio. Questo ha indotto numerosi studiosi a ideare nuove forme di marketing, nuove tecniche e nuovi elementi.

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