Inizia a delinearsi il piano dell’Ue contro la crisi economica che la guerra in atto tra Russia e Ucraina sta provocando e a riguardo sono state proposti dei suggerimenti, come quello del Presidente francese Emmanuel Macron circa la creazione di un Fondo di guerra. Quest’ultimo però non rappresenta una decisione già stabilita, anche perché a riguardo vi sono ancora diversi dubbi, poiché molti Stati membri non sono d’accordo.

Il piano dell’Ue contro la crisi economica: ecco gli elementi che lo caratterizzano

Il piano dell’Ue contro la crisi economica provocata dalla guerra implica una serie di considerazioni, che per ora sono ancora in fase di valutazione, per cui hanno bisogno di conferme, prima si essere ufficialmente approvate.

Prima di tutto, il Presidente francese Emmanuel Macron ha proposto di utilizzare le somme non ancora spese e appartenenti al Recovery Fund, al fine di istituire una sorta di “Recovery di guerra”. Tale notizia era stata inizialmente smentita, quando in realtà è presente la proposta di una sorta di ulteriore “Next Generation Eu”, oltre a quello già esistente.

Anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi è d’accordo con le proposte suggerite da Macron, ma per ora gli altri Stati membri dell’Unione europea non hanno espresso una posizione in merito, anche perché a riguardo sembrerebbero essere presenti degli ostacoli che devono prima essere risolti. Di conseguenza, non solo non vi è ancora una decisione ufficiale in merito, ma tale “Fondo di guerra” potrebbe anche non essere mai realmente creato.

Per ora infatti soprattutto Olanda, Svezia e Germania hanno posto dei freni in merito, anche se l’ultima sembrerebbe poi essersi aperta per discutere a riguardo, al fine di trovare dei compromessi. Oltre a questo, può essere opportuno indicare i vari obiettivi della proposta in questione.

Il Fondo di guerra: gli obiettivi

Il Fondo in questione potrebbe servire a garantire la creazione di un esercito comune a tutta l’Ue, ma anche per cercare di assicurare a tutti gli Stati membri l’indipendenza energetica dalla Russia. Soprattutto riguardo tale tematica, sembrerebbe che tale autonomia si possa raggiungere entro il 2030, ma le tempistiche non sono brevi. Alcuni Paesi però rimangono non d’accordo con la proposta, in quanto già con il Next Generation Eu si è prevista una cifra di 750 miliardi di euro. Anche i fini per cui servirebbe creare il Fondo in questione però sembrerebbero essere solo delle proposte, perché tutto è ancora in fase di decisione e per questo si stanno aspettando delle conferme o meno.

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