• I deputati chiedono progressi verso la concessione all’Ucraina dello status di paese candidato all’UE
• Limitare le importazioni delle più importanti merci di esportazione russe, tra cui petrolio e gas
• Sanzioni mirate a indebolire l’economia e la base industriale russe
• Fornitura rapida di armi difensive all’Ucraina
• Estendere l’esclusione dal sistema SWIFT alla Bielorussia
 
In seguito all’invasione russa dell’Ucraina, il Parlamento europeo chiede sanzioni più severe contro la Russia e di adoperarsi per concedere all’Ucraina lo status di paese candidato all’UE.
 
In una risoluzione approvata martedì, i deputati europei condannano con la massima fermezza l’aggressione militare illegale della Federazione russa nei confronti dell’Ucraina e chiedono che il Cremlino ponga immediatamente fine a tutte le attività militari in Ucraina.

Il Parlamento denuncia anche il ruolo del dittatore bielorusso Aliaksandr Lukashenko nell’aggressione.

I deputati al Parlamento europeo “respingono categoricamente la retorica russa che fa riferimento al possibile ricorso ad armi di distruzione di massa”, ricordando “alla Federazione russa i suoi obblighi internazionali” e mettendo in guardia “dai pericoli di un’escalation nucleare del conflitto”.

Invitano la Commissione e i Paesi dell’UE “a prestare un’assistenza umanitaria di emergenza supplementare all’Ucraina, in cooperazione con le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite e con altre organizzazioni partner internazionali”.

Il testo, non legislativo, è stato approvato con 637 voti favorevoli, 13 voti contrari e 26 astensioni.

Concedere all’Ucraina lo status di paese candidato all’UE

La risoluzione adottata invita “le istituzioni dell’Unione ad adoperarsi per concedere all’Ucraina lo status di paese candidato all’adesione all’UE”. Tale procedura dovrebbe essere “in linea con l’articolo 49 del trattato sull’Unione europea e sulla base del merito”. Nel frattempo, l’UE dovrebbe “continuare ad adoperarsi” per l’integrazione dell’Ucraina “nel mercato unico dell’Unione” in virtù dell’esistente accordo di associazione UE-Ucraina.

Sanzioni più severe contro la Russia

Pur accogliendo con favore la rapida adozione di sanzioni da parte dell’UE, i deputati chiedono “che la portata delle sanzioni sia ampliata e che esse siano mirate strategicamente a indebolire l’economia e la base industriale russe”.
I deputati chiedono, “in particolare, che siano limitate le importazioni delle più importanti merci di esportazione russe, tra cui petrolio e gas, che siano vietati nuovi investimenti dell’UE nella Federazione russa e nuovi investimenti russi nell’UE, che l’accesso di tutte le banche russe al sistema finanziario europeo sia bloccato, che la Federazione russa” sia esclusa dal sistema SWIFT.
Il Parlamento chiede inoltre che una serie di sanzioni, compresa l’esclusione dal sistema SWIFT, “siano estese alla Bielorussa in ragione del suo appoggio diretto all’invasione russa dell’Ucraina”.

Fornitura di armi, protezione dei rifugiati

Il testo invita inoltre i Paesi dell’UE “ad accelerare la fornitura di armi difensive all’Ucraina […] in linea con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, che consente l’autodifesa individuale e collettiva”. È poi favorevole “a rafforzare la cooperazione in materia di intelligence con l’Ucraina per quanto riguarda l’aggressione in corso”.

Il Parlamento accoglie con favore l’impegno assunto dall’Unione europea di “attivare la direttiva sulla protezione temporanea, al fine di garantire una protezione immediata a tutti i rifugiati provenienti dall’Ucraina”. Chiede inoltre che “la responsabilità per l’accoglienza dei rifugiati che arrivano alle frontiere esterne dell’UE” sia ripartita equamente tra i paesi dell’Unione.

Sanzioni mirate nei confronti di singoli individui, stop ai “visti d’oro” per i milionari russi

I deputati chiedono la rapida adozione di “sanzioni mirate nei confronti delle persone responsabili di corruzione ad alto livello in Russia e Bielorussia, nonché degli oligarchi e dei funzionari vicini ai vertici del potere”.

Invitano infine i Paesi dell’UE e “i paesi alleati con regimi di residenza tramite investimenti” (i cosiddetti “visti d’oro”) “a rivedere tutti i beneficiari di tali status di residenza e a revocare quelli attribuiti ai cittadini russi con ingenti patrimoni e alle loro famiglie, in particolare quelli legati a persone e imprese oggetto di sanzioni”.

Per ulteriori informazioni
Il testo approvato sarà disponibile qui (cliccare su 01/03/2022)

Registrazione video del dibattito (01/03/2022)

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