Le sanzioni dell’Ue contro la Russia sono diverse e il loro obiettivo principale è bloccare le azioni militari di Putin, indebolendo l’economia russa.

Le sanzioni dell’Ue contro la Russia: ecco quali sono quelle che sono state adottate

Le sanzioni dell’Ue contro la Russia sono varie e prima di indicare le varie decisioni che le compongono, è opportuno anche sottolineare le motivazioni principali che hanno spinto l’Unione europea ad agire in questo modo. Il 24 febbraio 2022 Putin ha iniziato a bombardare il territorio dell’Ucraina, invadendolo con circa 190000 militari. Già prima però, dal 22 febbraio 2022, l’Ue aveva stabilito delle misure sanzionatorie per cercare di bloccare i tentativi russi di annettere la nazione confinante.

Le decisioni Ue hanno portato alla creazione di tre pacchetti differenti di sanzioni. Il primo è stato adottato giovedì 22 febbraio 2022, dopo che la Russia aveva riconosciuto l’indipendenza delle regioni sud-orientali dell’Ucraina e lo scopo era quello di non consentire al Cremlino di accedere ai mercati economici dell’Europa. Con questo pacchetto si è cercato di colpire non solo il settore bancario russo, ma anche i beni di Putin e del ministro degli Esteri russo Lavrov. Con il passare dei giorni però il numero di politici russi colpiti dalle misure è aumentato e tra l’altro la Russia è stata esclusa dal Festival dell’Eurovisione e la finale della Champions League di calcio non avverrà nel suo territorio.

Il secondo pacchetto comprende un numero di decisioni più varie ed è stato annunciato il 24 febbraio 2022, ma di fatto riconosciuto in forma ufficiale il giorno seguente e adottato venerdì 26 febbraio 2022. Il suo obiettivo è quello di indebolire ulteriormente l’economia della nazione russa. Tra le varie misure, quella del divieto di esportare aerei e attrezzature riguardanti le industrie dell’aeronautica e dello spazio in Russia. Vietato anche il trasporto delle attrezzatture riguardanti la tecnologia di raffinazione, utile per le industrie petrolifere. Vietate anche le esportazioni di beni civili e militari. Tra l’altro, tutte le banche dell’Unione europea hanno il divieto di accettare depositi da parte di cittadini della Russia che superino i 100mila euro. Bloccate anche le possibilità di finanziamento per tutte le società statali della Russia.

In più sono stati congelati gli asset di Putin e di Lavrov, anche se di fatto, nessuno dei due sembrerebbe possedere conti bancari fuori dal territorio russo. Se tutte queste misure mirano a colpire l’economia della nazione russa, ci sono anche quelle di altro tipo, come il fatto di estromettere lo Stato dal gruppo dei membri del Consiglio d’Europa. Si ricorda che gli obiettivi di quest’ultimo sono principalmente quelli di garantire il rispetto dei principi democratici, nonché dei diritti dell’umanità e cercare di trovare soluzioni a problematiche di tipo sociale che si verificano nel territorio europeo. Oltre a queste decisioni indicate poi ci sono quelle rientrano nel terzo pacchetto, considerato una novità in quanto diventato ufficiale solo il 27 febbraio 2022.

Il terzo pacchetto

Queste misure colpiscono ancora di più l’economia russa e come ha annunciato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in una dichiarazione in diretta del 26 febbraio 2022, si vogliono colpire tutti quanti coloro che possono essere considerati come soggetti che facilitano la guerra in Ucraina. Colpiti soprattutto i cittadini ricchi russi, che non potranno più diventare cittadini dei Paesi Ue. Terminata infatti l’era dei cosiddetti “passaporti d’oro”, in quanto gli abbienti russi non hanno più la possibilità di accedere ai sistemi finanziari dell’Ue, tramite tali tipi di passaporto, chiamati “d’oro” perché sono una specie di lasciapassare che consente di entrare nel territorio europeo o nel Regno Unito senza avere il visto, ma facendo un pagamento, al fine di ottenere l’accesso e la cittadinanza europea.

Bloccato l’accesso al sistema Swift di alcune banche russe. Questo significa che non si potrà più effettuare un bonifico estero, cioè dall’Ue e diretto alle banche che hanno ricevuto tale sanzione, né viceversa, quindi non si potrà nemmeno ricevere pagamenti da queste. D’accordo con tale decisione non ci sono solo i Paesi Ue, ma anche il Regno Unito, USA e Canada. Tra l’altro, come annunciato Ursula von der Leyen, si intende anche paralizzare le operazioni della Banca Centrale russa e in questo modo, il Cremlino non avrà modo di accedere ai suoi finanziamenti di guerra. Come si è visto, le misure adottate sono numerose e mirano a indebolire la moneta russa, generando inflazione e cercando di bloccare l’invasione russa nel cuore dell’Europa.

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