Il neuromarketing è una disciplina che unisce le neuroscienze e il marketing e mira in primis a studiare i consumatori e i loro comportamenti, ma non solo. Lo scopo fondamentale di tale settore è quello di utilizzare una comunicazione particolare per colpire l’attenzione del potenziale cliente. Uno degli obiettivi infatti è quello di riuscire a spingerlo verso l’acquisto tramite tecniche che inducono a rispondere a uno stimolo mentale. Ad essere colpita è l’area delle emozioni e i consumatori tendono a scegliere il prodotto che percepiscono come il migliore. Tali metodologie appunto rientrano nelle neuroscienze e di seguito saranno descritte le principali da poter utilizzare, per ottenere risultati importanti.

Neuromarketing: ecco quali tecniche si possono applicare in questo settore

Il neuromarketing è sempre più utilizzato per promuovere, pubblicizzare prodotti e servizi, ma soprattutto per spronare i consumatori ad acquistare. Esistono diverse strategie per riuscire a raggiungere questo scopo e tra queste vi è il cosiddetto “strumento dell’eye-tracker”, ovvero cercare di studiare attentamente dove si posa l’occhio umano, quando si trova davanti determinati elementi. Numerosi studi ad esempio sono stati svolti seguendo gli sguardi di individui che erano al supermercato e cercando di capire da quali scaffali fossero più attratti.

L’espressione eye-tracker inoltre mira al fatto di essere attratti da immagini che raffigurano altre persone. Di conseguenza il neuromarketing punta ad attirare l’attenzione dell’utente tramite foto con volti di piccoli o di altri individui. In alternativa, può essere vincente anche adoperare raffigurazioni di cuccioli. Secondo le neuroscienze, gli occhi altrui riescono a incuriosire ed è per questo che sfruttare un volto per fare pubblicità può essere vantaggioso. La tecnica in questione infatti consiste nell’utilizzo dello sguardo, che sarà evidenziato nelle immagini, le quali possono essere ritagliate in modo da focalizzarsi su questo aspetto.

Se questo meccanismo può risultare utile, non si deve sottovalutare la scelta dei colori. Per fare degli esempi, si useranno colori caldi e vivaci per catturare il più possibile l’attenzione. In particolare, se si vogliono associare a un prodotto le sue proprietà salutari, si userà uno sfondo verde, che richiama anche il tema della sostenibilità, e così via.

Il settore di questo particolare tipo di marketing legato alle neuroscienze però è molto vasto e gli strumenti da poter utilizzare sono diversi. Molti tra l’altro si applicano al campo digitale.

Gli altri strumenti e le altre tecniche

Tra gli altri strumenti utili per l’ambito in questione ve ne sono diversi da poter segnalare. Tra questi, se si vogliono indicare quelli maggiormente usati per il web, la presenta di call to action nei testi o nelle immagini. Si tratta di spinte all’azione, cioè frasi accompagnate da link o da elementi visivi che spingono l’utente a compiere appunto un’azione, che può riguardare il fatto di cliccare su una certa parola o iscriversi, acquistare o altro.

Oltre a questo però ci sono anche tante altre tecniche da poter adottare e per trovarle, i professionisti sfruttano diversi altri strumenti per testare la loro efficacia. Tra questi ad esempio l’elettroencefalografia, che mira a capire come un soggetto produca stimoli nel cervello, tramite l’uso di elettrodi posizionati sulla testa e collegati a un PC.

Ulteriore tecnica poi è quella della “risonanza magnetica funzionale”, ovvero della misurazione del flusso di sangue al cervello. Maggiore infatti sarà la concentrazione sanguigna in una determinata zona cerebrale e maggiori saranno le probabilità che la vista di un certo prodotto, foto o altro elemento abbia spinto il cervello a far lavorare quell’area. Oggi viene persino usata la tecnica “GSR”, ovvero la misurazione della cosiddetta “conduttanza cutanea”, che cerca di analizzare gli stimoli ricevuti tramite la sudorazione. Molto utilizzati anche l’elettrocardiogramma, considerato come uno strumento di neuromarketing utilissimo, ma non solo.

Sempre più diffusa è la tecnica del cosiddetto “facial coding”, ovvero l’interpretazione delle espressioni del viso di un soggetto. Analizzando queste ultime infatti si riuscirebbe a capire quali siano state o quali siano le sue emozioni, di fronte a determinati elementi, come foto, video o altri soggetti. Come si è visto, le tecniche che vengono utilizzate oggi nella disciplina del cosiddetto “marketing delle neuroscienze” sono davvero tante e molte sono anche recenti.

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