Chi può usufruire del Superbonus?

Possono usufruire del superbonus gli interventi eseguiti su:

  • parti comuni di edifici (es. condominio)
  • unità immobiliari funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno (villette a schiera)
  • singole unità immobiliari

Non c’è più la distinzione tra prima e seconda casa che si trovava nel testo originario del decreto-legge; pertanto, sono compresi nell’agevolazione anche gli interventi sulle seconde case.

Sono invece espressamente esclusi dal beneficio gli interventi eseguiti su unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili) A8 (ville) A9 (castelli)

I soggetti che possono usufruire del superbonus sono:

  • le persone fisiche fuori dall’esercizio di attività di arti impresa e professioni
  • i condomini
  • gli istituti autonomi case popolari e altri enti con le medesime finalità sociali, che rispettino i requisiti europei dell’in house providing, per gli immobili di loro proprietà e per quelli gestiti per conto dei comuni. Per tali soggetti è previsto anche un tempo più lungo per la realizzazione degli interventi fino al 30 giugno 2023
  • le cooperative di abitazioni per gli immobili da esse posseduti o assegnati in godimento ai propri soci
  • gli enti del terzo settore (organizzazioni non lucrative di utilità sociale ex D.lgs. 460/1997), organizzazioni di volontariato iscritte nei registri, associazioni di promozione sociale registrate.
  • associazioni e società sportive dilettantistiche registrate, sulle parti di immobili destinati a spogliatoi

Non occorre essere proprietari dell’edificio oggetto dell’intervento, infatti possono beneficiare dell’agevolazione fiscale anche: i titolari di diritto reale di godimento (usufrutto, uso e abitazione), i nudi proprietari, i detentori con contratto di locazione o comodato regolarmente registrato, purché muniti del consenso all’esecuzione dei lavori da parte sia del proprietario che dei familiari del possessore o detentore.

Per i lavori effettuati sulle parti comuni di un condominio nel quale si trovino esercenti attività di impresa o arte o professione, anche questi ultimi soggetti potranno beneficiare della agevolazione fiscale.

Esistono dei limiti di spesa?

La legge fissa dei limiti di spesa degli interventi oltre i quali non è consentita l’agevolazione al 110%:

  • per gli interventi di isolamento termico: il tetto di spesa è pari a 50 mila euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari indipendenti all’interno di complessi plurifamiliari; 40 mila Euro per ciascuna unità immobiliare per con-domini composti da 2 a 8 unità, e 30 mila Euro per ciascuna unità immobiliare per edifici composti da più di otto unità
  • per gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale: il tetto di spesa è pari ad euro 30 mila per gli edifici unifamiliari o funzionalmente autonomi; ad Euro 20 mila per unità abitativa negli edifici composti da 2 a 8 unità, ed Euro 15 mila per unità abitativa negli edifici con più di otto unità.
  • per i pannelli solari: il tetto di spesa è pari ad euro 48 mila e comunque 2400 euro per ogni kw dell’impianto per singola abitazione.

Che condizioni si devono rispettare per ottenere la detrazione?

  • Gli interventi del c.d. eco bonus, finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio, devono comportare il miglioramento energetico di almeno due classi. Il miglioramento deve essere attestato dal rilascio dell’APE (attestato di prestazione energetica) prima dell’intervento e dopo. Gli interventi di isolamento termico in particolare dovranno rispettare i requisiti fissati da apposito decreto ancora da emanarsi (in attesa del decreto, si applicano i requisiti previsti dai decreti 19/02/2007 e 11/02/2008)
  • Gli interventi del c.d. sisma bonus, finalizzati all’adeguamento antisismico dell’edificio, devono comportare il miglioramento di almeno una classe.
  • Gli interventi c.d. trainati possono beneficiare della detrazione solo se compiuti unitamente a uno dei tre interventi trainanti.
  • Gli interventi trainati se compiuti unitamente ad uno o più interventi trainanti in ambito energetico, devono determinare il miglioramento di almeno due classi energetiche o comunque arrivare alla classe energetica più alta.
  • Gli interventi trainati danno diritto alla detrazione anche senza essere legati ad un intervento trainanteper gli immobili vincolati per i quali non sia possibile compiere gli interventi edilizi trainanti, a causa di limitazioni derivanti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio o da regolamenti edilizi ed urbanistici e ambientali.
  • L’agevolazione fiscale spetta per i lavori realizzati dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Come si calcola la detrazione?

La detrazione è pari al 110 % dell’importo delle spese sostenute, e comunque non oltre i tetti di spesa sopra elencati.

L’applicazione dell’aliquota va fatta secondo il criterio di cassa (cioè al momento dell’effettivo pagamento) da parte delle persone fisiche, e secondo il criterio di competenza (cioè alla data di ultimazione della prestazione) per le imprese e le società.

L’importo della detrazione (il 110% della spesa sostenuta) va diviso in quote uguali da ripartirsi in 5 anni (es. 50 mila euro di spesa danno diritto ad una detrazione di euro 10 mila annue)

Una volta calcolata la quota annua della detrazione, se le imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi sono inferiori alla quota annua di detrazione, il residuo che non viene detratto non può essere recuperato sugli anni di imposta successivi al primo e va quindi perduto.

Per questo motivo può essere utile, invece della detrazione esercitare una delle due opzioni previste dalla legge:

  • Invece della detrazione, il contribuente può scegliere di optare per avere lo sconto in fattura sul corrispettivo dovuto al fornitore di beni e servizi, il quale recupererà lo sconto praticato trasformandolo in credito di imposta, con facoltà di cederlo ulteriormente ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari.
  • Alternativamente, il contribuente può trasformare la detrazione in un credito di imposta.

Come funziona il credito di imposta?

  • Il credito di imposta può essere portato in compensazione con tutte le imposte e i contributi che il contribuente deve pagare. Mentre la detrazione si applica alle imposte sui redditi, il credito di imposta consente quindi di ridurre o compensare gli importi dovuti dal contribuente all’Erario. E’ previsto inoltre che per il super-bonus non vi siano limiti alla compensazione: non si applica infatti il limite generale di compensazione normalmente fissato in 700 mila Euro.
  • Il credito di imposta può anche essere compensato con i debiti fiscali del contribuente, e non si applica il divieto generale di compensazione tra crediti fiscali e debiti fiscali iscritti a ruolo per importi superiori a 1500 euro.
  • Il credito di imposta può essere ceduto a terzi: persone fisiche, esercenti arti e professioni, enti e società, ivi inclusi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari.

Come si esercita l’opzione per la trasformazione della detrazione in crediti di imposta?

  • L’opzione per lo sconto o per la trasformazione del credito di imposta, non deve essere esercitata una volta per tutte, infatti l’opzione può essere esercitata per ciascuno stato di avanzamento lavori (SAL). Gli stati avanzamento lavori non possono essere più di due: il primo stato avanzamento lavori deve comprendere almeno il 30% dei lavori complessivi e il secondo almeno il 60% degli stessi.
  • L’esercizio dell’opzione per la trasformazione del credito di imposta e la cessione deve essere esercitata telematicamente, anche mediante intermediario abilitato alla trasmissione telematica della dichiarazione. Le modalità operative sono demandate ad un successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.
  • L’opzione per la cessione o lo sconto è estesa non solo all’eco bonus ed al sisma bonus al 110% ma anche ad altri interventi edilizi che beneficiano di detrazioni di importo inferiore, quali ad esempio il c.d. bonus “facciate” previsto per la sola pulitura e tinteggiatura esterna dell’edificio, oppure gli eco bonus che non rien-trano nel superbonus perchè ad esempio non comportano l’innalzamento delle due classi energetiche dell’edificio.

Che documenti servono?

  • Per beneficiare della detrazione al 110% occorrono le asseverazioni da parte dei tecnici abilitati: nel caso di ecobonus, il tecnico deve asseverare che l’intervento è conforme ai requisiti tecnici, che le spese sono congrue, che si è realizzato il passaggio di classe energetica richiesto dalla legge. Una copia della dichiarazione dovrà essere trasmessa oltre che all’Agenzia delle entrate anche all’ENEA (Agenzia nazionale energia e sviluppo sostenibile). Per il sisma bonus, le asseverazioni necessarie sono quelle del professionista incaricato della progettazione strutturale, del direttore dei lavori e del collaudatore, iscritti ai rispettivi albi, i quali attestano l’efficacia dell’intervento e la congruità delle spese sostenute. Le asseverazioni sono rilasciate per ciascuno stato di avanzamento lavori oppure al termine del lavoro.
  • Per esercitare l’opzione, occorre un ulteriore documento, ovverosia il visto di conformità rilasciato dal soggetto abilitato alla trasmissione telematica della dichiarazione (es. commercialista) che attesti la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione; per rilasciare il predetto visto, il commercialista verifica.
  • Le spese sostenute per le asseverazioni e per il visto di conformità possono essere portate in detrazione.

FontI:

Agenzia delle Entrate

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